Friuli 1976. La ricostruzione che partì dalle fabbriche
Oltre la dimensione dell'esistente
La Vetrina dell’ingegno dedica la 3° esposizione al 50° anniversario del Terremoto in Friuli.
Erano passati pochi giorni dalla scossa del 6 maggio, quando il Presidente di Confindustria nazionale,
Gianni Agnelli, si recava presso gli stabilimenti Snaidero, a Majano, per incontrare gli industriali.
Incontrava, idealmente, con essi, anche i lavoratori, le famiglie, le comunità che proprio attorno
alle fabbriche si riunivano per dare continuità e speranza alla propria vita.
Da qui il titolo della Mostra che sarà visitabile da settembre 2026 a settembre 2027 alla Torre di Santa Maria a Confindustria Udine (Via Zanon, 24), in quel tank culturale che è la Vetrina dell’ingegno.
La Mostra, esito di un lavoro di raccolta di testimonianze video, documentazione storica e beni materiali, presenta al piano terra un percorso espositivo “immersivo vintage”. I piani della Torre ospitano testimonianze video di repertorio, attuali e legate ai due settori dell’edilizia e del legno arredo.
Un percorso che, attraverso la polifonia delle testimonianze, narra di ripresa, ripartenza e ricostruzione, presentando infine la realtà delle imprese di oggi, quello che si vede e si tocca con mano entrando nelle “fabbriche” del Friuli di oggi.
Fu in quella occasione che nacque il motto “prima le fabbriche”, condiviso da tutti gli attori
della ricostruzione. Un monito a far ripartire prontamente le attività produttive, a garantire il lavoro,
e allontanare lo spettro di una nuova fase di emigrazione.
Dopo soli due anni, da quel momento, la ricostruzione delle “fabbriche” era conclusa. Ma non erano
più le fabbriche di prima. Condizioni di contesto, talenti e volontà avevano impresso un’accelerazione
nei cambiamenti costitutivi di quelle realtà produttive. E, soprattutto, come sottolineava il Presidente
di Confindustria Udine Andrea Pittini, era avvenuta una ricostruzione “oltre la dimensione dell’esistente”.